Alfa Romeo Master Plan, funzionerà?

Ci è stata mostrata la versione fiammeggiante della nuova Alfa Romeo Giulia. Il suo aspetto convincente è sostenuto da una serie di egualmente convincenti specifiche tecniche che iniziano con un numero di cavalli pari a 500. Un’ottima partenza per un revival!

Dal buzz generato su internet si direbbe che il marketing di FCA sia riuscito nel suo intento. Un altro buon segno.

Ma realmente ci sono persone nel mondo pronte a prosciugare il proprio conto in banca per acquistare un’Alfa? E non mi riferisco solo a questa particolare e costosa Giulia Quadrifoglio, ma a qualsiasi altro tipo di modello Alfa Romeo Giulia o qualsiasi altra auto dell’Alfa.

I piani dell’Alfa non mancano di ambizione, visto che questa casa automobilistica punta a sottrarre una fetta di mercato ai più grandi rivenditori di auto come BMW, Audi ecc. Ma questo significherebbe almeno l’uscita di altre sei auto entro il 2018 e tutte (fatta eccezione per l’Alfa4C) devono essere basate sulla nuova piattaforma dell’Alfa Romeo Giulia. Una piattaforma che non sembra essere completamente nuova, ma basata sulla Maserati o la Chrysler. Tuttavia Harald Wester, l’amministratore delegato, è di tutto altro parere:
‘E’ una piattaforma nuova al 100%, nella carrozzeria e nelle sospensioni. Tutta la meccanica è nuova ed è realizzata esclusivamente per l’Alfa, anche se molte parti sono realizzate nelle stesse fabbriche in cui vengono realizzati anche i componenti meccanici della Fiat e del gruppo Chrysler, per cui essi condividono alcuni elementi di base.’

La nuova Alfa Romeo Giulia sarà parte di una serie di auto e crossover che rende questo progetto tutt’altro che economico. Harald Wster, infatti, ha affermato che sono stati spesi 5 miliardi di euro per la struttura, ossia per la fabbricazione e lo sviluppo delle auto.
Le auto in questione partono con la Giulia, che è delle dimensioni di una Jaguar XE, ma per la fine del 2018 sarà pronta un’ulteriore auto, delle dimensioni di una XF.
E probabilmente ci saranno ulteriori variazioni nella carrozzeria, ma non sarà questa la priorità, a causa delle differenti possibilità di vendita nelle diverse parti d’Europa e dell’Occidente.
Inoltre, sono previste due crossover dalla linea sportiva, perché questo mercato è in forte crescita.

L’attuale Giulietta FWD sarà rimpiazzata, naturalmente da un’altra auto a trazione posteriore. Bisogna cioè pensare ad una Alfa RWD compatta che si muove contro corrente visto che la stessa BMW sta volgendo verso la trazione anteriore.

Questa nuova linea sarà un concentrato di ingegneria meccanica, con quattro cilindri e motore V6 a benzina o a diesel, mentre non sono ancora in preventivo i motori ibridi.
Si tratterà di un’auto leggera – la nuova Alfa Romeo Giulia modello base peserà 1400 chili – visto che tutte le Alfa faranno ampio uso di fibra di carbonio ed alluminio anche se non avranno la stessa struttura in alto utilizzo di fibra di carbonio utilizzata per la Giulia Quadrifoglio.

Harald Wester prevede per le Alfa un piano di vendita dell’ordine delle 400mila unità all’anno fino alla fine del 2018. Si tratta di una quantità che permetterebbe all’Alfa di ottenere il 40% delle vendite dei maggiori concorrenti, ossia la BMW e l’Audi e bisogna ammettere che una partenza del genere può essere considerata più che soddisfacente.
Naturalmente è difficile prevedere cosa accadrà. Per una partenza di questo livello la Alfa necessita di una rete di affari mondiale. Avere un collegamento con la Chrysler sicuramente aiuta, ma sicuramente Wester si aspetta un grosso ingresso di acquirenti americani, come avvenne per la Fiat 500 quando fu lanciata nel Nuovo Continente. Anche dalla Cina ci si aspetta un interesse in queste auto.

Tuttavia c’è un problema che riguarda la consapevolezza del brand. La Alfa una volta era tra le due o tre più importanti produttrici di auto, quanto lo sono oggi la McLaren e la Rolls-Royce messe insieme. Ma stiamo parlando degli anni Trenta! Negli anni Sessanta un cambio di mercato, ha condotto la Alfa verso la produzione di auto molto più economiche ma comunque di elevato livello, ma da allora è poi iniziato un certo declino, conclusosi con la bancarotta, l’acquisizione da parte della Fiat e successivi anni di problemi.
Tuttavia Wester ha costruito il suo piano di rinascita sulla possibilità che le persone ancora amano le Alfa e non vedano l’ora di acquistarne una. E questo particolarmente nel mercato cinese: Wester infatti ha la consapevolezza che ‘i Cinesi sono molto ricettivi verso il lusso europeo e soprattutto verso i marchi italiani: se ne innamoreranno subito.’

Tuttavia, una cosa è conoscere l’Alfa, un’altra è acquistarla…

Ma Wester non ha dubbi. ‘Il mercato di questo ramo è molto ampio ed è dominato da un paio di marchi. C’è un grande rispetto ed affetto da parte dei consumatori per questi marchi ma c’è anche un limite, che si può superare offrendo loro degli stimoli nuovo ed eccitanti. Non possiamo effettuare nessun calcolo matematico preciso su quanto potremo realmente vendere, ma le probabilità di successo sono molto alte.

E quando noi di topgear.com abbiamo evidenziato l’esistenza di altri nomi a cui gli acquirenti sono molto affezionati, come ad esempio la serie XF della Jaguar, Wester ha ribattuto:
‘Non voglio mancare di rispetto alle vostre osservazioni, ma la Jaguar non è allo stesso livello della Alfa. Il nome Alfa è noto quanto quello della Ferrari’.

Un altro dubbio ci viene in mente, ossia se oltre alla fama e alla bellezza questa nuova Alfa sarà anche una buona auto o solo esteticamente bellissima. Wester ci tranquillizza su questo, affermando che quest’auto sarà unica, anche se molto difficile da descrivere fino a che non la si guiderà.

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