Chi ha inventato il pneumatico?

A chi dobbiamo attribuire l’invenzione del pneumatico? La sua creazione dà vita ad una storia affascinante, che ha avuto inizio nella prima metà dell’800…

pneumatici

L’invenzione del pneumatico può essere fatta risalire ad una data ben precisa: era infatti il 10 giugno 1846 quando Robert William Thomson, scozzese, brevettò la sua idea che avrebbe avuto un impatto rivoluzionario sui trasporti e la mobilità. Tutto nacque dunque con un brevetto, il cui nome completo – e decisamente lungo! – con il quale venne registrato era “Applicazione di supporti elastici intorno alle ruote di veicoli, allo scopo di diminuire lo sforzo necessario a trainarli, rendere il loro movimento più facile e attutire il rumore che fanno quando si muovono”. Tuttavia la sua idea non fu nemmeno presa in considerazione all’epoca, in quanto molto semplicemente mancavano i mezzi su cui utilizzare il brevetto: le prime bici comparvero solamente a partire dal 1860 e un decennio più tardi fu la volta delle automobili, ancora piuttosto rudimentali.

Un’invenzione che ha anticipato i tempi

Robert William Thomson fu quindi sfortunato, per il semplice fatto di aver anticipato i tempi, come spesso accade con le idee rivoluzionarie: e la sua lo era senza dubbio! L’intuizione fu di capire prima di altri che quel materiale all’epoca conosciuto da appena un secolo – vale a dire la gomma – poteva essere usato a tale scopo. A fornire l’idea del pneumatico, cioè della gomma con aria al suo interno grazie alla quale facilitare il movimento dei veicoli, contribuì Charles Goodyear, che rese la gomma decisamente più versatile di quanto non fosse in origine; importato in Europa dal Brasile, infatti, il lattice era malleabile a temperatura ambiente, ma tendeva a sciogliersi con le elevate temperature e a indurirsi eccessivamente con il freddo. Che fare, allora? Goodyear aggiunse dello zolfo alla mescola della gomma, che permetteva di mantenere inalterate le sue caratteristiche a prescindere dalle temperature.

Due idee che non ebbero fortuna

La semplice gomma arricchita di zolfo venne usata da Goodyear come rivestimento per i cerchi delle carrozze. Pochi anni dopo Thomson ideò il pneumatico come oggi lo conosciamo: il futuro era tracciato, con troppo anticipo, però; le due invenzioni non ebbero fortuna, Goodyear morì poverissimo e Thomson (anch’egli morto relativamente giovane a 51 anni) fu dimenticato negli anni successivi, nonostante fosse l’unico a possedere una carrozza dotata di pneumatici. A brevettare l’idea del pneumatico in via definitiva è dunque John Dunlop, che il 23 luglio 1888 depositò il proprio brevetto. Nato ne periodo in cui Thomson e Goodyear sviluppavano le loro idee, circa 4 anni prima di depositare il brevetto ebbe l’intuizione di applicare delle gomme con aria all’interno al triciclo del figlio, il quale si lamentava della lentezza del mezzo. Così nacquero i moderni pneumatici.

Come il pneumatico stupì il mondo

Il terzo tentativo fu quello giusto: l’invenzione – attribuita in un primo momento a Dunlop – del pneumatico stupì il mondo intero, grazie al ciclista William Hume (che fino ad allora aveva ottenuto scadenti risultati) che decise di utilizzare in gara il prototipo della bici con ruote gommate, e iniziò a vincere a raffica, sbaragliando gli avversari. La notorietà fu immediata e portò anche conseguenze negative per Dunlop: nel 1890 infatti nell’ufficio brevetti fu ritrovato quello depositato da Thomson, che dunque a distanza di quasi mezzo secolo fu riconosciuto quale padre del pneumatico, pur accertando al contempo la buona fede di Dunlop, che non “copiò” l’idea di Thomson (nonostante entrambi fossero scozzesi). Per questo Dunlop cercò poi di dedicarsi a progetti paralleli, senza però riuscire a sfornare nuove idee all’altezza dei pneumatici. Ma in che modo questi ultimi arrivarono sulle automobili? Grazie ai fratelli Michelin, che verso la fine dell’Ottocento applicarono sui veicoli a motore i primi pneumatici, facendo così entrare i trasporti e la mobilità in una nuova era.

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