V12, il re dei motori

Il motore V12 – Re dei propulsori

Nonostante la lotta serrata contro le emissioni e la strategia delle case produttrici di ridurre i costi di produzione e di mantenimento delle vetture, il re indiscusso dei motori è senza dubbio il V12, la cui egemonia sembra essere assolutamente inattaccabile quando si parla di prestazioni, performanza e comfort.

Senza dubbio non un motore adatto a tutti: serve molto spazio nel cofano e serve una buona spregiudicatezza nell’aprire il portafoglio per alimentarne le necessità di carburante, ma fatte salde queste due prerogative, chi cerca una vettura che abbia tutti i tasselli al suo posto, che sia divertente, sportiva e comoda da guidare, guarda sempre al V12.

Solitamente viene installato nelle vetture di fascia molto alta, sportive di lusso e limousine e la sua forza e appeal, oltre che al fascino dei tanti cavalli che galoppano al suo interno, è senz’altro dovuto a un progetto tecnicamente perfetto, in cui tutti e due le bancate da sei cilindri ciascuno sono esattamente bilanciati per funzionare all’unisono senza vibrazione, anche grazie allo smorzamento della potenza residua garantito dalla congiunzione tra le due bancate.

Tra i produttori esistono delle piccole differenze nella progettazione della V dei cilindri, perché alcuni preferiscono un angolo da 60 gradi mentre altri tendono ad aprirlo leggermente di ulteriori 5, arrivando a 65, ma il risultato è pressoché invariato nella sostanza.

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Il V12 oggi

Tornando al discorso della convenienza di questi motori, va detto che trovarlo di serie su una vettura non è così facile, anche perché anche le case più sportive stanno cercando soluzioni alternative per il contenimento dei costi. Tuttavia, esistono delle vetture che nascono col V12 e che così devono continuare a esistere, perché questo motore rappresenta la loro caratteristica distintiva, la loro anima. si tratta di vetture dedicate all’élite, con costi esorbitanti e prestazioni d’eccellenza, famose nel mondo per la loro potenza ed eleganza.

L’emblema del V12 è senza dubbio la Rossa di Maranello, la Ferrari, che insieme alla Rolls-Royce utilizzava questo genere di motori già dagli anni Cinquanta. La scelta delle due case di optare per un motore così potente era dettata da diverse esigenze: se la macchina italiana era famosa per la sua sportività e spinta, e doveva continuamente cercare propulsori potenti che facessero sentire il loro rombo sulle strade, Rolls-Royce aveva necessità di un motore potente per permettere alle sue vetture mastodontiche di muoversi agilmente sulle strade.

Oggi, per la Ferrari, il V12 viene montato esclusivamente su due modelli, la FF e la F12 Berlinetta che montano un 6.3 di cilindrata V12 a 65 gradi, capace di sviluppare una potenza massima di 660 cavalli per la FF o di 740 per la F12 Berlinetta.

La Rolls-Royce, invece, monta il V12 sulla Phantom, sulla Ghost e sulla Wraith: nei primi due casi si raggiunge la potenza di 570 cavalli e di 632 nella Wraith.
Esistono però altre case che optano per il V12, si tratta di altre vetture d’élite come la Lamborghini Aventador, altro marchio della sportività italiana sulle 4 ruote, che gode di un V12 a 60 gradi capace di sprigionare fino a 700 cavalli.

I V12 puri sono solo questi, ma alcune case, soprattutto tedesche, sfruttando la modularità delle bancate hanno trovato soluzioni che si avvicinano al V12, come BMW nella Serie 7 o Mercedes nella Serie S, oppure Audi, del gruppo Volskwagen, che ha scelto due gruppi V6 per spingere la sua A8, ammiraglia della casa.

In tutti i casi si tratta di vetture potenti e incalzanti, protagoniste dei sogni di tantissime persone.

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